Storie

Storie Brevi – Cosa so?
Il signor Schmidt è triste

Ci vuole la funivia per raggiungere l’albergo, che fiammeggia nel tramonto sulla cresta della montagna. Pochi minuti di strano silenzio dondolante sulla vallata coperta di neve, e i tre turisti sono su, con bagagli e sci.

La padrona dà a braccia aperte il ben tornati a marito e moglie. Presentazione di Emilio. Un bravo giovane, informa il marito, figlio di carissimi amici, che viene quassù per la prima volta. Abbiamo pensato di portarlo in vacanza premio nelle feste di Natale.

Bravi, avete fatto benissimo, approva la padrona. Vedrai che questo è un posto magnifico per sciare.

Novità della stagione? Ritroveranno i soliti ospiti, tutto come sempre. C’è anche il signor Schmidt, che però quest’anno è triste. Sì, è proprio triste, sospira la padrona.

Bisognerà fare qualcosa per rallegrarlo, dice il marito.

Sì, bisognerà proprio fare qualcosa, ripete la padrona facendo strada al banco della reception.

Ma chi sarà questo Smith?, sussurra la moglie mentre vanno verso ascensore.

Boh, sai che non me lo ricordo? Lo sapremo quando lo vedremo, risponde sottovoce il marito. Lo riconosceremo dalla tristezza.

Credo che si chiami Schmidt, dice Emilio in ascensore. Mi pare che la signora abbia detto Schmidt, in tedesco, non Smith.

Sai il tedesco?

Lo studio a scuola.

Bravo.

Ridiscendono all’ora di cena. I villeggianti degli scorsi inverni ci sono quasi tutti. Riconoscono e salutano con allegre esclamazioni i nuovi venuti, che fanno il giro dei tavoli stringendo molte mani e scambiando battute, con cenni di saluto anche ai pochi commensali non ancora inseriti tra le vecchie conoscenze, e desiderosi di esserlo.

Siedono al solito posto. Dov’è il signor Smith?, chiede la moglie.

Schmidt, non Smith, la corregge il marito guardando intorno. Non lo vedo, sarà ancora in camera. Tu, dice a Emilio, che puoi vedere bene chi entra, se avvisti uno triste, facci un segno.

Dopo un po’ fa ingresso in sala un nuovo ospite, che la cameriera accompagna a un tavolo con un solo coperto. Non saluta nessuno. La sua faccia è decisamente seria.

Eccolo, dice Emilio.

Marito e moglie si voltano dopo un po’a guardare, con aria distratta.

Me lo ricordo, dice la moglie, c’era anche l’anno scorso. Quello è certamente il signor Schmidt.

Sì, può essere, concorda il marito. L’anno scorso è arrivato un paio di giorni prima che partissimo. Forse il giorno stesso. Uno molto riservato, mi ricordo. Tu, dice al ragazzo, guarda cosa fa.

Tra una portata e l’altra, il marito descrive al giovane ospite le tante piste da sci. Domattina dovresti cominciare dalle più facili, visto che non sei molto esperto. Bisogna lasciare che i muscoli si abituino agli sforzi. A proposito, cosa sta facendo il signor Schmidt?

Dal suo posto, Emilio non l’ha perso d’occhio. E vuole dare subito prova delle sue capacità d’osservazione.

E’ vestito da città, non dev’essere uno sciatore.

Bene, questo è un primo punto. Poi?

Sembra assorto nei suoi pensieri, che non devono essere molto allegri.

Certo, avrà le sue ragioni per essere triste, dice la moglie.

Va avanti, dice il marito.

Guarda fisso davanti a sé, come se nella sala non ci fosse nessuno. Non ha nessuna curiosità.

Bravo, sei un buon osservatore. E poi, cosa fa?

Non ha dato neanche un’occhiata al menù. La cameriera gli serve le portate come se sapesse cosa gli piace. Da come si muove e da come è vestito, con quella giacca corta, direi che è proprio un tedesco, anzi un tirolese.

Complimenti, potresti fare il detective, dice la moglie.

Per ora non c’è altro.

Continua a indagare, dice il marito.

Ma il gioco dell’investigatore si sta esaurendo. Viene il momento del caffè, Emilio non lo prende, poi non riuscirebbe a dormire.

Sei troppo sveglio per il caffè, dice la moglie.

Senta, chiede il marito alla cameriera, quel signore solo là in fondo è per caso il signor Schmidt?

Quello? No! E’ il ragionier Mitterberger, che viene ogni mese a mettere a posto i conti dell’albergo.

Questo non lo avevi capito, ragazzo, dice il marito quando la cameriera se n’è andata.

Dai, questo non lo avevi capito nemmeno tu, protesta la moglie. Invece Emilio ha visto giusto: non è venuto qui per sciare. Ma, allora, chi è il signor Schmidt?