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Gli Asteriani a Santa Colomba

Gli Asteriani arrivarono una domenica mattina con le loro astronavi trasparenti e si posarono su una nuvola, leggeri come bolle di sapone.

Gli Asteriani sono fatti d’aria, anzi di gas elio, che è ancora più leggero dell’aria, e hanno il naso di elio, gli occhi di elio, i denti, le mani, i piedi, l’orologio e il fazzoletto di elio.

Sono tanto leggeri che quando starnutiscono fanno centomila capriole dal contraccolpo, e basta una nuvola a sostenerli.

Quando atterrarono sulla nuvola, credettero di essere arrivati sulla Terra e si misero a ballare dalla contentezza.

Ma la nuvola si sciolse in pioggia e gli Asteriani caddero con i goccioloni sul paese di Santa Colomba, dove quella domenica si celebrava la festa padronale.

Uno finì in una pozzanghera, uno sul tetto del municipio, uno sulla caserma dei carabinieri, uno sulla punta del campanile, uno sul naso del monumento ai caduti. E rimasero tutti intontiti e col fiato grosso.

Gli Asteriani respirano solo elio e a Santa Colomba c’era tanta aria buona, ma di elio ce n’era pochino da respirare.

C’era solo quel poco sfuggito dalla bombola del venditore di palloncini, che era corso al coperto alle prime gocce, dimenticandosi di chiudere bene la valvola.

Quella domenica a Santa Colomba c’erano le giostre, le bancarelle e la musica in piazza.

I Sancolombesi, che si erano rifugiati sotto i portici per non bagnarsi il vestito della festa, guardavano il cielo e brontolavano. Da mesi non cadeva una goccia. La pioggia dispettosa avrebbe potuto aspettare un altro giorno, non proprio la domenica della sagra.

Chissà cosa avrebbero detto i Sancolombesi se avessero saputo che con la pioggia erano venuti giù dal cielo anche gli Asteriani!

Ma dopo poco cessò di piovere e rispuntò il sole. E tutti tornarono felici e contenti all’aperto, mentre la banda riprendeva a suonare la marcia trionfale.

E gli Asteriani? Sentendo il profumino di elio che veniva dalla bombola lasciata semiaperta, erano corsi tutti verso quel punto.

“Presto, infiliamoci qui dentro!”, aveva ordinato il comandante. “E l’ultimo chiuda la porta!”.

In due secondi erano tutti pigiati nella bombola e respiravano a pieni polmoni.

Ma rimasero tranquilli per poco, perché l’uomo dei palloncini era tornato e aveva ripreso a gonfiare la sua merce per i bambini di Santa Colomba.

Ad ogni gonfiata un Asteriano entrava in un palloncino e subito si alzava e galleggiava nell’aria in cima allo spago.

“Attenti, bambini, teneteli ben stretti se non volete che vi scappino!”, raccomandava il venditore. Ma la cosa strana era che stavolta i palloncini non scappavano più. Anzi, un bambino che si era lasciato sfuggire lo spago se lo ritrovò legato al dito senza sapere  come.

Erano stati gli Asteriani. Venuti per vedere come vivevano i Terrestri, essi non volevano andarsene da Santa Colomba senza aver curiosato un po’ in giro e preso appunti.

Galleggiando a tempo di musica nei palloncini, gli Asteriani ascoltarono la banda. Suonava così forte che i bambini si tappavano le orecchie. E quando il concerto finì, tutti applaudirono contentissimi.

Poi i bambini salirono sulla giostra e gli Asteriani nei palloncini girarono in tondo con loro finché non gli venne il capogiro. Anche ai bambini girava la testa.

“Come mi gira la testa!”, dicevano. Ma appena scesi facevano un sacco di capricci per tornare ancora sulla giostra.

Alcuni Asteriani presero posto con i bambini sull’auto-scontro e si scontrarono finché non gli vennero le budella in gola.

“Che scontri!”, gridavano i bambini, anche loro con le budella in gola. Ma continuavano a volere ancora scontri.

Altri Asteriani, incuriositi dal tiro a segno, liberarono il proprio palloncino dalle dita dei bambini e si infilarono di nascosto nella baracca dalla porticina di dietro. Ma furono presi di mira dai tiratori, che li credevano i soliti palloncini da far scoppiare. Per fortuna a Santa Colomba tutti erano delle schiappe, e nessuno riuscì a centrare nemmeno uno degli spaventatissimi Asteriani.

Andarono poi alle bancarelle dei dolciumi e le saccheggiarono.

“Venite, venite a prendervi tutto! Oggi vi regaliamo tutto! Ci vogliamo rovinare!” gridavano i venditori, mentendo come sempre.

Ma se qualche ingenuo bambino allungava la mano sul banco subito lo fermavano e gli chiedevano i soldi. E i genitori ammonivano: “Fermi con mani! Non si toccano le caramelle!” Allora i bambini facevano i capricci e i genitori si decidevano a comprare qualcosa.

Gli Asteriani, invece, non li fermava nessuno. Si riempirono gratis la pancia di caramelle, bolli gomma, confetti, cioccolatini, liquirizia, ciunga, croccanti, canditi, torroni, zucchero filato e gelati. I venditori vedevano sparire i dolciumi dai banchi, non capivano perché e si arrabbiavano.

La mattina dopo gli Asteriani si svegliarono tutti rintronati e con un gran mal di pancia.

Passata la festa, il paese era tornato alla vita di tutti i giorni e la gente era un po’ triste.

Ma cominciò a piovere a dirotto e i Sancolombesi tornarono allegri. Stavano all’aperto a prendersi l’acqua, che finalmente irrigava i loro campi arsi dopo molti mesi di siccità.

I palloncini, ormai sgonfi, non galleggiavano più nell’aria. L’elio stava per finire!

Gli Asteriani raggiunsero a stento le loro astronavi e ripartirono in fretta.

Durante il viaggio di ritorno il comandante stese un minuzioso resoconto della spedizione. Le conclusioni erano queste:

– la Terra è un pianeta molto strano;
– i terrestri amano solo divertirsi e quando la festa è finita diventano tristi;
– sprecano il prezioso gas elio per gonfiare dei palloncini, e poi tentano di farli scoppiare sparandogli contro;
– smaniano per andare sulla giostra che dà il capogiro;
– vogliono sempre salire sull’auto-scontro che fa andare le budella in gola;
– offrono gratis i dolciumi che tutti vogliono prendere dai banchi, anche se danno il mal di pancia, ma poi si arrabbiano se qualcuno li prende veramente;
– vogliono anche la musica ma si tappano le orecchie quando la banda suona, e non vedono l’ora che finisca per applaudire, finalmente felici;
– non si capisce se i Terrestri amino o no la pioggia: una volta scappano e si arrabbiano se piove, un’altra volta sono contenti di bagnarsi tutti.

Insomma, concludeva la relazione, meglio stare lontani da quello strano pianeta pieno di contraddizioni.

E così nessun Asteriano si è mai più avventurato sulla Terra.